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Autrice vittima di commenti antisemiti durante una diretta Zoom: il fenomeno Zoombombing

Aggiornato il: gen 25


Lia Tagliacozzo durante una diretta Zoom
"Ebrei ai forni", "Vi bruceremo tutti", "Sono tornati i nazisti": sono questi i commenti antisemiti che hanno imperversato durante la diretta Zoom di presentazione del libro "La generazione del deserto", opera dell'autrice di cultura ebraica Lia Tagliacozzo. Durante l'evento, infatti, la conversazione è stata invasa da un gruppo organizzato organizzato di persone che avevano come avatar foto di Hitler e svastiche. L'episodio drammatico è stato raccontato dalla figlia della scrittrice, Sara De Benedictis, che partecipava alla diretta insieme al nonno. Lo stesso nonno che, da ragazzino, fu costretto a nascondersi dai nazisti, perdendo gran parte della sua famiglia.


"Vivo tutt’ora nella casa dove i nazisti vennero a bussare e a portare via la mia famiglia, compresa Ada", racconta Sara in un post su Facebook, "Sono riusciti in questo modo ad entrare nella mia casa, un’altra volta. Non mi era mai successo. Non così. Non mi hanno mai augurato di finire nei forni. Non davanti alla mia mamma".


Lo Zoombombing è un fenomeno molto diffuso negli Stati Uniti, e che si è sviluppato anche da noi grazie all'uso sempre più massiccio di questa piattaforma durante il lockdown. Si definisce Zoombombing l'atto di intrusione e disturbo nelle videochiamate in corso su Zoom, contenenti spesso messaggi pornografici, razzisti e offensivi. In genere sono organizzati da gruppi che condividono tra loro le chiavi di accesso alle call, pur non essendo stati invitati. In alcuni casi si crea persino una sorta di "gioco online", che assegna punti per ogni azione di disturbo effettuata. Per prevenire questi atti, consigliamo di prendere precauzioni come:

  • Scegliere piattaforme che consentano di moderare l'incontro, bloccare i nuovi arrivati in una waiting room o silenziare tutti i partecipanti.

  • Dotare gli incontri di password e ammettere solo partecipanti autenticati.

  • Evitare, se possibile, di condividere pubblicamente i link di accesso alle conferenze.

Altri consigli sono contenuti nella seguente infografica:

Questi episodi sono incresciosi, sempre. Lo sono ancor più in questo mese, in cui si celebra la Giornata della Memoria. Chi Odia Paga tutela qualunque vittima di odio online, con servizi come la rimozione dei commenti, la cristallizzazione delle prove e l'invio di una diffida. Per saperne di più chiedi aiuto su chiodiapaga.it.

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