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COVID: l'odio contro il medico che ha mostrato le sue mani


Prima le foto truccate delle infermiere con le mascherine, visto che non vi crede più nessuno adesso provate con le mani che possono essere di un contadino qualsiasi: più avanti farete le foto alle parti intime?”, “Il dottore non conosce la crema? Avete rotto i co….i!”, “Dovreste vedere le mani di un parrucchiere, di un minatore o di un contadino a fine giornata: a ognuno il suo lavoro”.


Questi sono solo alcuni dei numerosi commenti d’odio che il medico Salvatore Quarta, 48 anni, anestesista rianimatore del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, si è visto rivolgere dopo aver pubblicato una foto della sua mano, costretta per l’ennesimo turno di 12 ore sotto tre strati di guanti per curare i pazienti Covid.


Il dott. Quarta ha deciso di inviare la foto al celebre quotidiano “La Repubblica”, raccontando come, ancor prima degli occhi e dell’intero fisico, a stancarsi di più siano proprio le mani dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari che ogni giorno combattono nelle strutture ospedaliere per impedire al Covid 19 di abbattere altre vite.


Nonostante la visione desolante della mano di un medico consunta e screpolata a causa del duro lavoro profuso in corsia per la lotta alla pandemia, l’atteggiamento di sfiducia, derisione e odio ingiustificato verso gli operatori sanitari si è dimostrato ancora una volta dilagante.


Tra i vari utenti che si sono scagliati contro il dott. Quarta, infatti, c’è stato addirittura chi ha asserito che la fatica spesa da un insegnante durante cinque ore di spiegazione in presenza o tre in “dad” sia di gran lunga superiore a quella sopportata dagli operatori sanitari sottoposti costantemente a turni estenuanti nei reparti Covid. Come se ci fosse un'assurda gara al sacrificio.


Per fortuna, però, il dott. Quarta ha visto ricevere anche tanti messaggi di solidarietà da parte di numerosi utenti che, condividendo l’hashtag #iosonoqui, si sono uniti alla sua causa, valorizzando e sostenendo l’encomiabile lavoro svolto da tutti i medici e collaboratori sanitari impegnati ogni giorno nella lotta al Covid.


Nonostante i sempre più diffusi episodi di denigrazione e attacco tesi a minare e sminuire l’operato dei sanitari, infatti, sono state promosse di recente numerose iniziative, anche a livello legale, finalizzate al sostegno morale della categoria. Oggi non è più possibile tollerare alcuna forma d’odio perpetrata nei confronti di quei soggetti che, come medici, infermieri e operatori, ogni giorno rischiano la propria vita per salvare quella altrui da un virus pericoloso e ancora incontrollato. Uomini e donne che, da un anno a questa parte, vivono in trincea per tutti noi.

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