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Minacce e insulti a Liliana Segre: scattano le perquisizioni. Ecco l'identikit degli hater

Sono un pensionato di Cagliari e un 40enne di Viterbo i principali sospettati per gli insulti e le minacce di stampo antisemita rivolte online alla senatrice Liliana Segre. I fatti risalgono a pochissimi giorni fa, quando sotto a una foto di Liliana Segre in cui si sottoponeva al vaccino (una campagna di sensibilizzazione voluta da Regione Lombardia) apparivano orribili commenti e minacce. La donna, già vittima della Shoah e impegnata nel raccontare i fatti che accaddero durante la guerra, è ormai da anni bersaglio degli hater. Così, subito dopo i fatti, è scattata un'indagine che ha portato all'individuazione di questi due leoni da tastiera. Sono due uomini.


Il primo è Giovanni, 78enne ex operaio tessile di Prato, che avrebbe scritto il seguente commento: "Aveva paura di morire la str...? Non sono riusciti neanche i tedeschi ad ammazzarla.. e ora ha paura di morire??". Individuato e raggiunto dai poliziotti della Digos e della Postale non si è detto pentito del suo gesto, rivendicando il diritto di opinione. Sul suo cellulare sono state trovate numerose foto di Hitler e Mussolini.


Il secondo è Gianni, 45enne ex titolare di un panificio e ora disoccupato a causa della crisi pandemica. Il suo commento: "Ma se tirasse le cianche quanto si risparmierebbe". Dopo la notizia delle indagini Gianni cancellò subito il suo commento, ma non è bastato. Ora si dice pentito e ammette "Ho fatto una fesseria". Gianni possedeva tre cellulari e un tablet, ora saranno per verificare la presenza di materiale xenofobo anche diffuso in passato.


I due uomini sono accusati di discriminazione con l'aggravante dell'odio razziale, in questa inchiesta coordinata dal responsabile antiterrorismo Alberto Nobili. I commenti passati al vaglio sono stati molti di più, ma le indagini al momento si sono concentrate su questi due casi. «C’è una scarsissima comprensione delle conseguenze penali da parte di queste persone. Molte volte si giustificano dicendo di aver fatto una leggerezza o un commento senza riflettere troppo - hanno spiegato gli inquirenti - Ma la rete non è una zona franca e le conseguenze di insulti e minacce si pagano».


«Quando uno arriva a 90 anni e come me adora la vita una cosa che mi dispiace moltissimo è se perdo mezz’ora se una cosa non avviene al momento giusto. Mezz’ora della mia vita a 90 anni: è importantissima! – ha affermato Liliana Segre commentando questi fatti – Non avete idea di quante cose si possano fare in quella mezz’ora. E questi sconosciuti odiatori hanno questi minuti da perdere per augurare a me la morte? Io c’ho già 90 anni, mica posso vivere poi così tanto».

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