Pensi di essere vittima di

odio online?

  • Team COP

"Non sei una buona madre": ma possono dirtelo su Facebook?



Hai mai sentito parlare del “Mom Shaming”? Questo fenomeno, ormai sempre più frequente, riguarda la pressione sociale a cui sono sottoposte sui social network tutte le mamme del mondo a causa dei commenti ricevuti sotto i loro post o le loro storie.


Si tratta di critiche costruttive? Non sempre. Molti dei commenti (tra l’altro non richiesti), infatti, contiene insulti o offese gravi in relazione ai modi con cui le mamme crescono ed educano i propri figli, generando un’inevitabile catena d’odio diretta a sminuire e a svilire il loro ruolo genitoriale.


Cosa viene recriminato alle mamme? Di solito le critiche riguardano le modalità con cui le mamme provvedono all’allevamento dei figli sin dalla loro nascita, tanto in relazione alla gestione delle loro abitudini alimentari o del sonno, quanto all’attaccamento delle mamme stesse ai propri bambini. Ecco alcuni esempi:

  • “Non ti vergogni a far dormire tuo figlio nel lettone?”

  • “Ti pare che preferisci dare il biberon a tuo figlio piuttosto che allattarlo?”

  • “Se hai sofferto di depressione post parto vuol dire che non sai gestire le tue emozioni!”

A dimostrazione della sempre più crescente espansione del fenomeno, i risultati di un sondaggio dall’Università del Michigan su 475 madri con figli di meno di 5 anni hanno evidenziato che ben i 2/3 delle intervistate hanno dichiarato di essersi sentite in imbarazzo a causa dei giudizi altrui verso il modo in cui allevano i loro figli.

Tra queste,in particolare, il 62% ha affermato di ricevere consigli inutili, il 56% ha ritenuto di essere stata incolpata ingiustamente per la gestione delle abitudini di vita dei figli, mentre il 40% ha ricevuto critiche negative in relazione all’allattamento e all’uso del biberon.


Vengono coinvolte solo le mamme “comuni”? No, anzi. Il Mom Shaming, specialmente negli ultimi tempi, ha coinvolto anche le “mamme vip”, quali influencer o donne dello spettacolo diventate mamme di recente, che sono state fortemente criticate soprattutto per le modalità con cui hanno gestito la cura del proprio corpo subito dopo il parto.

In particolare, molte di loro sono state accusate di diffondere un modello fisico post-parto sbagliato, di una perfezione talmente impeccabile e irraggiungibile da ingenerare frustrazione e insicurezza nella maggior parte delle altre neomamme.


Ecco alcuni esempi di mamme vip vittime di Mum Shaming:

  • La blogger americana Sia Cooper è stata fortemente attaccata per aver continuato a praticare sport durante la gravidanza

  • La modella russa Irina Shayk è stata criticata per aver postato subito dopo la nascita di sua figlia un suo scatto in costume, anziché una foto con la neonata

  • Al momento della nascita della secondogenita Vittoria, Chiara Ferragni è stata attaccata per essere apparsa perfettamente truccata e pettinata

  • Meghan Markle, invece, è stata criticata per la lentezza impiegata per recuperare il proprio pesoforma dopo la nascita del piccolo Archie

Ma chi sono gli haters delle mamme?

Nella maggior parte dei casi, i commenti di Mum Shaming provengono da persone comuni, genitori e non, privi di qualsiasi competenza tecnico-scientifica in ambito pedagogico o psicologico. Sempre più di frequente, infatti, la comunità dei followers sui social sembra atteggiarsi come una vera e propria platea giudicante, pronta a condannare i comportamenti altrui con critiche offensive e denigratorie.


In una società civile, invece, si auspicherebbe che tutti esprimano legittimamente la propria opinione con educazione e rispetto, anche proponendo modelli comportamentali che da cui poter trarre un esempio, purché il tutto avvenga in modo costruttivo.


A prescindere dalla condizione personale di ognuno di noi, è innegabile che fare il genitore sia probabilmente il mestiere più difficile del mondo. Ciò che conta è farlo al meglio e con tutto l’amore possibile.

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